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La cicoria selvatica
27 marzo 2015
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La cicoria selvatica venne citata nel Papiro di Ebers (circa 1550 a.C.) e Plino stesso nei suoi scritti citava questa pianta in quanto conosciuta nell’antico Egitto; il medico greco Galeno la consigliava contro le malattie del fegato.

Le sostanze attive contenute nella pianta, o nel lattice bianco che scorre al suo interno, sono: l’inutina, la colina, l’arginina, la cicorina, il glicoside, il levulosio, l’acido cicorico.

La cicoria selvatica contribuisce a dare sollievo e ad accelerare il processo digestivo, riducendo il fastidioso sintomo della pesantezza; presenta inoltre proprietà lassative e diuretiche e aiuta i reni a svolgere al meglio la loro funzione; per le sue proprietà antinfiammatorie è consigliato utilizzarla in caso di tosse persistente e le sue capacità ipoglicemizzanti la rendono utile per abbassare i livelli di glicemia nel sangue dei soggetti diabetici; è infine un ottimo tonico naturale ed è utile per contrastare la comparsa dei radicali liberi.

In cucina l’utilizzo più diffuso è quello delle foglie nelle insalate (fresche o cotte). Se si fa un uso costante delle foglie fresche si ottengono i benefici medicamentosi descritti sopra. Per evitare l’eccessivo gusto amaro le foglie vanno raccolte prima della fioritura o va eliminata la parte più interna.

Cichorium intybus